Sintesi storica di Balsorano | Comune di Balsorano

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Sintesi storica di Balsorano

Scorcio della piazza principale di BalsoranoBalsorano (derivante da Vallis Sorana) se ne comincia a parlare giá nel X secolo, data la frequente presenza benedettina nella zona. Nel «Catalogo dei Baroni» (sec.XII), Balsorano è indicata come «feudo di quattro soldati», soggetto al conte Ruggiero di Albe. Dal XIII al XV secolo, dunque, la storia di Balsorano si identifica con quella della contea di Albe, da cui tuttavia si stacca dopo la sconfitta di Ruggierone nel 1463, essendo Balsorano (insieme con Celano) passata in feudo ad Antonio Piccolomini.

L'ultimo barone (Tiberio Piccolomini Testa) perde il feudo nel 1806 e i suoi beni vengono acquistati dal francese Carlo Lefebvre, «il fondatore dell'industria meccanica nella Valle del Liri», intorno al 1850. Creata Comune nel 1809, Balsorano comprende anche le frazioni di Rendinara, S.Giovanni e Roccavivi; ma la prima, nel 1816, passa sotto Civita d'Antino (e successivamente sotto Morino) e le altre due sotto S.Vincenzo Valle Roveto.

Il 5 ottobre 1860 sosta in Balsorano il colonnello borbonico Lagrange, e nel 1861 vi stazionano in permanenza soldati piemontesi a cavallo, impegnati nella lotta contro il brigantaggio. L'occupazione dura almeno fino al 1868, anno in cui lo stesso generale Pallavicino è costretto a fare sosta in Balsorano.

CENNI ARTISTICI
Il monumento piú interessante è il Castello Piccolomini, innalzato nella seconda metá del XV secolo su una preesistente costruzione duecentesca.
Degne di interesse, inoltre, la cinquecentesca chiesa di S.Francesco, ricostruita dopo il terremoto del 1915; due torri sul fondovalle, di epoca medievale, la prima ormai sbrecciata e l'altra trasformata nella chiesolina campestre di S.Maria delle Grazie; la grotta di S.Michele, con il vicino santuario, costruito nello stesso luogo in cui sorgeva, nel XIII secolo, un monastero benedettino.